Negli ultimi mesi l’Agenzia delle Entrate ha notificato numerosi atti di rettifica sugli affitti che coinvolgono locatori che hanno optato per la cedolare secca e conduttori esercenti attività d’impresa. La risoluzione 50/E dello scorso 17 maggio conferma questa linea aprendo alla possibilità che l’inquilino sia un’impresa, ma solo per la cedolare prevista per le locazioni commerciali dalla legge 145/2018.La norma base (l’articolo 3 del Dlgs 23/2011) non affronta la questione del requisito soggettivo del conduttore. Lo individua invece soltanto per il locatore, prevedendo che il regime agevolato si applichi per le persone fisiche in alternativa alla tassazione del reddito fondiario, che non riguarda gli immobili delle imprese e dei professionisti. Nella stessa norma, poi, viene disposto che la cedolare secca non si applichi alle “locazioni effettuate nell’esercizio di un’attività d’impresa o di arti e professioni”.Con le circolari 26/E/2011 e 12/E/2016, l’Agenzia delle Entrate stabilisce invece che la norma ponga la stessa condizione soggettiva in capo al conduttore, cioè che egli non agisca nell’esercizio di imprese o di arti e professioni. La conferma di questo arriva dal comma 6-bis dell’articolo 3 (Dlgs 23/2011), aggiunto nel 2014 dalla legge di conversione del decreto casa: questo dispone che l’opzione della cedolare possa essere esercitata anche per le unità immobiliari abitative locate nei confronti di cooperative edilizie per la locazione o enti senza scopo di lucro, purché sublocate a studenti universitari e date a disposizione dei Comuni.